Pensieri di Vetro 1.21

LA TORRE E LA LAGUNA
L’atmosfera era rocciosamente ovattata al di là degli scogli a Torre
Saracena. I rumori della spiaggia erano silenziati da quella
mitologica scogliera, quello era il nostro privé deliziosamente
appartato. Continua a leggere “Pensieri di Vetro 1.21”

Pensieri di Vetro 1.20

LENTI E PANINI ALL’OLIO
Era il tempo delle mele, dei Communards, gli Spandau Ballet, i
Duran Duran, i dischi erano solo in vinile, i giradischi arrangiati
oppure presi a noleggio insieme al DJ, con tanto di borsa coi remix
e cappellino messo alla rovescia. Continua a leggere “Pensieri di Vetro 1.20”

Pensieri di Vetro 1.15

LA “CAPRITUDINE” E’ UNA COSA SERIA
Ricordo i lunedì… cupi, grigi, desolanti, deprimenti, inesausti,
tristi. I martedì… uguali al giorno prima, piovosi, “azzeccosi”,
poco “parianti”, allucinanti, allucinati e per niente esotici.
Poi i mercoledì… arrendevoli, da suicidio, stanchi, fasulli, poco
creativi, asettici, scorbutici, frustranti; impotenza,
ineguagliabile prigionia invernale, follia, frustrazione, voglia dell’ora d’aria. Continua a leggere “Pensieri di Vetro 1.15”

Pensieri di Vetro 1.14

Asini e buoi degli scogli tuoi
Potevo avere al massimo dieci anni… quella sera era una di quella
col cielo limpido in dicembre, ricordo che non faceva assolutamente freddo.

Ero con due coetanei, o più o meno, uno dei due fratelli era qualche anno più grande.
Eravamo in giro per i vicoletti dell’isola, ci divertivamo a bussare
ai citofoni, fare pernacchie e scappar via, solite menate dei
bambini a quella età. Mentre eravamo intenti a citofonare, fummo
colti con le dita sui tasti dal loro padre; infuriato prese a sputar
frasi velenose nei miei confronti: era colpa mia, che avrei portato i
figli sulla cattiva strada… dovevano lasciarmi andare perché avrei
fatto la fine di mio fratello. In tanti ho visto fare a causa delle
droghe… una fine persino peggiore nel tempo; e dire che in molti
erano messi in condizioni più che favorevoli per avere una vita
liscia e senza intoppi.

Mino Zeta

Pensieri di Vetro 1.13

Ritagli
Vorrei potermi spremere, arrotolarmi su me stesso, come si fa con
un tubetto di dentifricio alla fine, cercare l’ultima scheggia di
patatina nel sacchetto, ritrovare l’ultimo pezzetto d’emozione nel
posto più nascosto… Dire ciò che non so dire, scrivere quello che
non ho da scrivere, recitare un ruolo migliore, in un mondo meno
detestabile.
Vorrei poter mai mentire, nemmeno a me stesso, dipingere con
colori immaginari su tele ricoperte di zucchero. Non lasciare mai la
vita al caso, non dovere “chiedere sempre, per favore mi dai?”.
Svendere le mie cattive sensazioni con sconti del 70%, comprare
quelle autentiche a prezzo di listino, lasciare la mancia al destino
del 20% sul servizio, regalare una vacanza al mio spirito “all
inclusive”… pensione completa, nell’albergo del sogno.

Mino Zeta

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