Tiberio lo inventò e Jackie lo rese famoso sfoggiandolo a Capri 

È un’arte davvero antica. Al punto che c’ è chi sostiene che l’ ispirazione originaria sia venuta addirittura da Tiberio, l’ imperatore romano che scelse l’ isola come dimora e che era solito indossare sandali con suola rigida e strisce di pelle che avvolgevano le caviglie.

Quel che è certo è che alcuni dei laboratori artigianali che oggi producono i sandali capresi apprezzati e celebrati in tutto il mondo hanno aperto i battenti quasi un secolo fa. E nel corso dei decenni hanno sviluppato un design ed uno stile inconfondibili. In effetti, i modelli base non sono poi tanto diversi da quelli utilizzati ai tempi del secondo imperatore di Roma. C’ è ancora la suola piatta, con le strisce di pelle sapientemente intrecciate. Ma l’ inventiva, la creatività e le inevitabili evoluzioni della moda hanno portato a produrre esemplari sempre più rari e stravaganti: tacchi bassi o piccole zeppe, tomaie decorate, perle, pietre dure, strass dalle fogge più svariate e dai mille riflessi, li hanno resi preziosi e ricercati. Il successo arrivò improvviso tra la fine degli anni ’50 e l’ inizio degli anni ’60, quando icone del jet set come Jackie Onassis, Soraya e Brigitte Bardot iniziarono a sfoggiare modelli “a ragno” o “fratino” durante le loro vacanze italiane, a Capri o in Costiera Amalfitana. La versione col tacco alto, invece, arrivò molto anni dopo, ed è quella preferita da Julia Roberts che per prima li indossò a Los Angeles. Nei tanti laboratori artiginali e negli atelier delle grandi griffe, nascono ancora veri e propri capolavori rigorosamente fatti a mano. Ad esempio, la storica bottega di Amedeo Canfora, che ha sfornato sandali per clienti del calibro di Soraya, Maria Callas, Grace Kelly e Jackie Kennedy. Anzi, per l’ ex first lady Usa, Canfora creò ad hoc il modello “K”, che resta ancora tra i più venduti. Oggi, il testimone è passato ai nipoti di Amedeo, ma lo stile è rimasto lo stesso. Ed anche la lavorazione: si parte dalla suola in cuoio italiano su cui vengono inchiodati i listini in pelle, da arricchire con applicazioni di pietre e decori vari, come le mitiche Capri bells. In cuoio anche il tacco. Altra storica bottega, quella di Costanzo Ruocco, scomparso qualche anno fa, che fu “frequentata” da divi del cinema del calibro di Clark Gable, Sophia Loren, Liz Taylor e Brigitte Bardot. Ma il più antico negozio di sandali dell’ isola è quello di Giuseppe Faiella, condotto oggi dal figlio Vincenzo. Nella nuova generazione spicca invece il brand Le Capresi, creato nel 2008 dall’ eclettica designer napoletana Rory De Angelis, che ha rivisitato in chiave glamour il modello tradizionale. Linee classiche, eleganti, materiali preziosi come cristalli swarovsky, coralli, turchesi, perle di fiume, pietre dure: un mix di perfezione, ricerca e lusso. Di fatto, ogni oggetto finemente realizzato a mano da maestri artigiani capresi è un pezzo unico e prezioso. E dal 2011 il marchio produce anche mocassini e loafers, combinando forme ricercate, glamour e tendenza, con raffinate decorazioni.
(Fonte: Corriere del Mezzogiorno, 4 luglio 2016)

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