Il Sindaco di Capri: “No al Metró del Mare o chiuderò il porto”

CAPRI- “Se necessario sono pronto a firmare l’ordinanza di chiusura del porto commerciale”, parola di Gianni De Martino, sindaco di Capri, che risponde così all’annuncio del ritorno del Metrò del Mare che farà tappa, dal prossimo 1 luglio, anche sull’isola azzurra. Il progetto Cilento Blu Club, promosso dalla Regione Campania e finanziato anche dal Mibact, propone, infatti, oltre ad un percorso privilegiato su ferro per collegare Milano, Bologna, Firenze e Roma con il Cilento, anche un’opzione via mare che unisca la costa cilentana con le città di Napoli e Salerno, la costiera amalfitana e Capri.E’ questa la notizia che ha fatto infuriare De Martino. “L’annuncio preoccupa innanzitutto per le modalità con cui si è arrivati a questa decisione, per la quale io come sindaco, contrariamente a quanto comunicato, non sono mai stato coinvolto – spiega – e poi per le conseguenze che, oltre ad andare nella direzione esattamente opposta a quanto da noi più volte richiesto, produrranno solo un ulteriore congestionamento del porto”. Sono una decina, infatti, gli appelli inviati a Capitaneria di Porto Regione e Prefettura in cui Capri chiede a gran voce un incontro per discutere della riorganizzazione dello scalo portuale, dove ogni giorno nei periodi di maggiore affluenza attraccano oltre 65 mezzi giornalieri, tra i quali più di 25 unità navali solo tra le 9 del mattino e mezzogiorno. L’ultima missiva risale al 3 dicembre 2015, a firma congiunta dei due sindaci isolani e dei leader degli albergatori e dei commercianti, nella quale si chiedeva la convocazione urgente di un tavolo tecnico tra tutti gli enti coinvolti. “Auspico ancora una volta che ci convochino con urgenza per prendere finalmente posizione su un problema ormai riconosciuto da tutti. Sul tema – sottolinea il sindaco De Martino – sono stati fatti anche precisi studi che abbiamo sempre messo a disposizione. Dunque, se non ci arriverà ancora nessun segnale, sono pronto ad adottare sin dalla prossima estate i provvedimenti che sono nelle mie competenze per garantire l’ordine pubblico, la vivibilità e la sicurezza della zona, compresa la chiusura dello scalo laddove la situazione lo renda necessario”. Il silenzio degli enti preposti ha, dunque, mandato in bestia l’amministrazione comunale capofila isolana che, non solo minaccia di chiudere il porto, ma propone anche una soluzione.“Non è possibile chiedere di razionalizzare gli arrivi – commenta il vicesindaco con delega ai trasporti marittimi Roberto Bozzaotre – e per tutta risposta beccarsi un aumento dei mezzi. Capri è un patrimonio di tutti e deve essere per tutti, ma è necessario riorganizzare il sistema. No alle file chilometriche, alla ressa e alla promiscuità in banchina di passeggeri e veicoli, no ai disagi. Pretendiamo un cambio di rotta radicale nella gestione dei flussi in arrivo nei periodi di maggiore affluenza turistica, in cui sia ad esempio stabilito un intervallo minimo di 20 minuti tra gli arrivi di tutti i mezzi provenienti dai porti di Napoli e Sorrento o comunque con una capacità superiore alle 400 unità. E chiediamo inoltre che siano riattivate le procedure per l’adeguamento strutturale del porto, di cui sostanzialmente non si tocca pietra da qualche decennio. Non ci ascoltano, ma il nostro parere resta vincolante”.

Claudia Catuogno
(Fonte: Corriere del Mezzogiorno – 27 gennaio 2016)

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