A Capri è scontro tra il Comune e la Nlg

CAPRI- Il comune di Capri si aggiudica il controllo totale del porto turistico e firma l’atto di compravendita delle quote di minoranza. Nemmeno 24 ore più tardi arriva la risposta di Nlg con un ricorso al Tar del Lazio: la guerra per lo scalo dei vip continua. La società marittima che fa capo a Nello e Bruno Aponte ha, infatti, chiesto di bloccare la procedura per la cessione del 49% della Porto Turistico Spa e di sospendere l’esecutività di una serie di provvedimenti, presentando ricorso contro il Ministero dello Sviluppo Economico, Invitalia, Città di Capri e Porto Turistico di Capri Spa. Nlg aveva offerto 5.040.000 euro aggiudicandosi la testa della graduatoria e staccando di un paio di milioni di euro gli altri partecipanti. Il Comune di Capri, esercitando il diritto di prelazione quale detentore del 51% delle azioni, ha pareggiato l’offerta degli Aponte e ottenuto in toto la proprietà della società, firmando l’atto davanti al notaio Chiara Cioffi e versando nelle casse di Invitalia una cifra di poco superiore ai 5 milioni di Euro. La Nlg, rappresentata in sede di ricorso dal professor Gennaro Terracciano e dall’avvocato Emiliostefano Marzuillo ha presentato un fascicolo di 40 pagine in cui sono contenute le motivazioni dell’appello e la richiesta di revoca dell’aggiudicazione provvisoria adottata da Invitalia nei loro confronti, chiedendo istanza di sospensione cautelare. Ma Capri non ci sta e continua la sua battaglia per difendere il bene pubblico dall’attacco dei privati. “Capri non si arrende solo alla logica del miglior offerente – afferma il consigliere Antonino Esposito – non può, perché su questo si gioca il suo futuro come località turistica, ma sopratutto non vuole, specie quando si tratta di parti fondamentali del suo sistema di accoglienza come è appunto il porto turistico. Si tratta di un punto di svolta nella gestione del territorio e nella capacità di fare turismo: per questo abbiamo investito risorse comunali importanti e su questa strada andremo avanti. Ne andiamo orgogliosi, perché in tema di ‘beni comuni’ – conclude – oggi lanciamo da Capri un segnale estremamente positivo che vale per tutto il nostro paese”.

Claudia Catuogno

(Fonte: Corriere del Mezzogiorno, mercoledì 20 gennaio 2016)

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