Osservazioni di un Falso Residente 1.24

CONCIATI PER LE FESTE
la necessità di una figura coordinatrice

Manca poco alle festività natalizie e, prendendo spunto da ciò, ho preso visione dei freni che limitano la riuscita delle tantissime attività che fortunatamente i capresi propongono per i loro concittadini e per gli ospiti. Spesso, come ormai avrete capito, punzecchio il caprese “di sotto” su tanti aspetti: eppure sono ben consapevole di quanto riesca ad essere efficace la sua dedizione, quando ci si mette d’impegno. Mi viene in mente l’ultima edizione del Carnevale a cura del Forum dei Giovani di Capri, riuscitissimo nonostante il meteo che, ricorderete, non fu l’unico elemento ad essere avverso.
Peccato che parte di queste energie risultino sprecate: eventi culturali che si accavallano in mezzo a giorni col nulla assoluto, divergenze di vertice, ritardi nella presentazione dei vari programmi, incomprensioni sulla paternità di questa o di quella idea, disaccordi sulla priorità di questo o di quel progetto in termini di collocazione nel programma. Un piccolo passo avanti è stato fatto per il prossimo Carnevale, invitando tutta la cittadinanza – con un importante anticipo – a collaborare con il comitato organizzatore. Lodevole, ma non basta: credo che questa formula non potrà essere applicata anche per altri eventi e temo che il tutto si ridurrà ad attenuare l’effetto mortificante di eventuali critiche sul risultato.

L’assessore con delega agli eventi culturali e il consigliere con delega alla tutela delle tradizioni dovrebbero, secondo me, limitarsi a risolvere quei grattacapi, di per sé impegnativi, quali il reperimento e la gestione dei fondi a disposizione per questi eventi, l’individuazione preventiva delle strutture e delle possibilità di realizzazione dei progetti in base alla conformazione del territorio, la pronuncia dell’ultima parola sui programmi. Il comune deve liberarsi da responsabilità futili quali il prevedere che Guido Lembo possa offendersi se non figura nel programma natalizio: Obama e Putin hanno ben altre responsabilità morali per le mani, eppure non si fanno tutti questi problemi a livello diplomatico.
La soluzione? Nell’area della sola Capri si contano – escludendo gli individuali – oltre trenta associazioni culturali attive che non possono essere ascoltate in egual misura da assessori e consiglieri. Il comune di Capri dovrebbe riunire i presidenti di queste associazioni e chiamarli al voto per eleggere un direttivo temporaneo formato da candidati che si assumerebbero l’onere di ascoltare le idee e le esigenze di ognuno in riunioni stabilite, di fare da intermediari tra le associazioni e il comune che deve aprire coscenziosamente la cassa, di presentare con sufficiente anticipo agli assessori di riferimento un programma sicuramente attento, di gestire il calendario in modo da non permettere agli eventi di sovrapporsi.
Avreste così dei responsabili, dei referenti, delle persone che avranno concretamente più tempo per gestire – sempre in maniera trasparente e controllata – i fondi destinati agli eventi culturali, sia estivi che invernali, sia di nicchia che di massa come Natale e Carnevale.

A meno che non vada bene così.

Falso Residente

3 risposte a "Osservazioni di un Falso Residente 1.24"

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  1. Caro falso residente,
    mi chiedevo se sei falso residente da poco tempo e quindi non conosci la storia di questo posto, se sei di memoria corta, oppure…ecco…forse è così. Sei giovane e non puoi ricordare. Ciò che tu proponi, una figura coordinatrice delle manifestazioni culturali è cosa di buon senso. E in quanto tale sull’isola non funziona. Si è tentato svariate volte di crearla, ma ha sempre fallito e per diverse ragioni. Una prima volta l’amministrazione comunale creò il Senato della Cultura con scopi ambiziosi e nomi altisonanti (a partire dal titolo). Tra gli scopi c’era anche quello di scegliere e coordinare le manifestazioni culturali isolane che meritassero contributo e spazio in programma. Il presidente era Pinuccio, all’anagrafe Giuseppe De Gregorio, che all’organizzazione di manifestazioni culturali sull’isola ha dedicato una vita e gliene auguriamo un’altra ad organizzare eventi con lo stesso entusiasmo…per il resto, a parte Giorgio Napolitano, che dopo un po’ fu chiamato a più alti incarichi, Elio Sica, indimenticato direttore della AACST e Giuseppe Santaniello, garante per la stampa e la privacy, gli altri nomi li sentimmo, gran parte dei veri residenti, allora per la prima volta. E l’ultima. Tanto che a qualcuno venne il dubbio che era stato creato in quel modo per renderne impossibile il funzionamento. Ma si sa…i malpensanti sono sempre esistiti. Altre volte ci ha provato l’AACST, ricordo riunioni con responsabili e delegati di associazioni culturali nei locali dell’Azienda Autonoma i cui presidenti succedutisi negli anni hanno cercato di far comprendere l’importanza del coordinamento a decine di presidenti e delegati. Questi, seduta stante concordavano, poi tornati a casa… pluff! I buoni propositi si scioglievano tra veti incrociati, paturnie e gelosie di bassa lega.
    Le motivazioni dei fallimenti erano e sono vari. Ideologici e pratici. Al Senato della Cultura veniva attribuito un ruolo difficile: decidere chi e quali manifestazioni finanziare. E stilare il calendario. Ora ti chiederai: chi è Tizio (che competenze, titoli, meriti ha) per decidere se la passeggiata è più ‘culturale’ della mangiata o il concerto è meglio della tarantella o il balletto vale più della conferenza? Infatti. Ce lo chiedemmo anche noi. Noi pochi in verità. Aderirono quasi tutte le associazioni, ma fallì lo stesso. I motivi pratici per i quali il coordinamento è impossibile, sono più facilmente individuabili: tutti o quasi sull’isola programmano poco nulla, organizzano all’ultimo minuto, giorno, settimana, nessuno vuole che gli si dica di spostare…sono, in sintesi, inerenti l’individualismo che permea persino le attività associative a Capri.
    In conclusione, caro falso residente, ci va bene così.
    Carmelina Fiorentino

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  2. La ringrazio per la risposta: questa cronistoria aiuta me e i lettori a capire i motivi per cui non si è pensato ad un modo diverso di gestire gli eventi, almeno negli ultimi anni, rispetto a quello attuale.
    Le sue parole, però, mi impongono ulteriori riflessioni e domande.

    Mi chiedo se le persone che in passato hanno “sedotto e abbandonato” l’idea di un modo più efficace di pianificare gli eventi (mi riferisco, citando la sua risposta, agli “altri nomi”), siano state chiamate perché competenti “sulla carta” ma attirate da interessi lontani a quelli previsti in fase di costituzione, o perché realmente appassionate e interessate a migliorare questo aspetto della società.

    Forse si potrebbe ripartire azzerando il timore reverenziale nel non contattare i “mammasantissima” della cultura di ieri e di oggi, affidandosi – magari mettendo in conto qualche piccolo errore d’inesperienza – chi è mosso da una passione sana e dal timore di ritrovarsi nella stessa situazione anche tra vent’anni. Come l’ho fatta io quella proposta – io che, le assicuro, sono uno qualunque – può farla chiunque e addirittura portarla avanti, con elementi come lei e come il Sig. De Gregorio che hanno una lucida memoria storica che aiuterebbe sicuramente a non commettere gli stessi errori del passato e, cosa fondamentale, a tagliare eventuali “rami secchi” in tempi molto più brevi. Perché spesso sull’isola si preferisce smantellare un’intera organizzazione piuttosto che mettere alla porta gli elementi negativi.
    Questo lo si può ovviare solo creando un gruppo unito e, come dicevo nel mio scritto, temporaneo, da rinnovare di volta in volta.

    Perché non ci prova? Mi permetto di dirle che nelle sue parole vedo un po’ di rabbia, rabbia però sana, quella che servirebbe a proteggere un nuovo tentativo da vecchie minacce. Ci sono tante persone, giovani e meno giovani, che arrancano con le loro iniziative perché isolate, non supportate: rischiate che perdano l’entusiasmo, perché si vedono sballottati tra le indecisioni altrui.

    Ci pensi.

    La ringrazio ancora e la saluto.

    Falso residente

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  3. Egregio falso residente, solo una breve risposta a domande che, in gran parte, sono retoriche. Ad esempio la prima. Se i componenti del Senato della Cultura fossero competenti ‘sulla carta’ o animate da interessi diversi lo possono sapere, in coscienza, solo i diretti interessati. Di una cosa sono certa: della passione, della competenza, dell’entusiasmo e della buona fede di Giuseppe de Gregorio.
    Sul secondo punto, sulla ‘ripartenza’ posso dirLe che ho sempre creduto che dall’unione tra esperienza dei ‘diversamente giovani’ e entusiasmo ed energie dei più giovani possano nascere grandi cose. A patto ci sia un elemento in comune, che si parli una stessa lingua fatta di COMPETENZA e ONESTA’. Sulla mia collaborazione a non meglio precisate iniziative, Le garantisco che chiunque ha chiesto e mi chiede aiuto, l’ha sempre ottenuto (nei limiti delle mie competenze e disponibilità di tempo ed energie).
    Per quanto riguarda ciò che Lei legge nelle mie parole…Le assicuro che legge male. La rabbia ormai la riservo a pochi e selezionati argomenti. Delusione forse si, di dover costituire memoria storica a 50 anni, per cose e comportamenti che, in gran parte, gli isolani hanno dimenticato o, più comodamente, rimosso, tipo polvere sotto al tappeto. Non temo smentita invece nel dire che nelle sue parole leggo molto di…residente! Cordiali saluti, C.F.

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