Osservazioni di un Falso Residente 1.23

Capri Hollywood, trova le differenze

Sono un falso residente, mi piacerebbe sbarcare sull’isola e ritrovare una Capri con luci natalizie ovunque, alberi ecologici in ogni piazzale vicino o lontano dal centro storico, musica di sottofondo, un programma ben definito con artisti locali uniti a qualche nome noto: a quanto pare sono d’accordo con le vostre rimostranze di queste settimane.

Sono un falso residente, dicevo, quindi vorrei anche negozi, ristoranti e alberghi aperti per ospitarvi i miei amici: è qui che non sento la vostra voce, cari capresi. Fatevene una santissima ragione: un comune come il vostro non potrà mai affidare il Capodanno ad un grande nome, né mai nessuno sponsor privato accetterebbe di coprirne le spese, finché il pubblico e l’interesse dei media continueranno ad essere giocoforza esigui.

Il richiamo turistico, poi, sarebbe essenzialmente nullo, perché anche se venisse Lionel Messi a palleggiare a tempo su una canzone che Rihanna sta cantando dal vivo accompagnata al piano da Elton John, a causa delle scelte della stragrande maggioranza degli imprenditori – pur con tutte le loro motivazioni circa le mancate agevolazioni fiscali – l’isola si presenterà complessivamente inospitale, inadeguata, triste.

Per questi motivi crolla anche qualsiasi paragone con altre realtà come Sorrento o come tutti quegli altri posti che hanno un bacino d’utenza sicuramente più ampio, molto più appetitoso sia per la stampa che, di conseguenza, dal punto di vista di chi andrà a sponsorizzare.

L’unico evento di rilievo – se paragonato al resto – è Capri Hollywood che strappa addirittura qualche collegamento nelle edizioni regionali del TG3, servizi nei quali gli operatori di ripresa si guardano bene dal fare dei campi larghi sulla piazza vuota, ma si limitano a primi piani del buon Vicedomini con l’ospite – più o meno prestigioso, sempre in proporzione – di turno o a belle panoramiche spesso riciclate da servizi in cui il meteo si è dimostrato più clemente.

Dio benedica Capri Hollywood ora e sempre, ma passare da quei mesi in cui l’isola trasuda fama da ogni pietra ad un inverno in cui vi dovete accontentare di questo perché parte dell’imprenditoria vi costringe ad alzare le barricate ai confini, lo trovo assurdo e ingiusto verso la fama stessa dell’isola.

In conclusione, mi permetto di parafrasare – molto alla lontana, ma su misura – il senso di un brano di Sergio Endrigo: per fare le luminarie ci vuole energia; per fare energia ci vuole forza; per fare forza ci vuole unione; per fare unione ci vuole gente; per fare gente ci vogliono le strutture ricettive aperte.

Perdonate sempre il mio sarcasmo, è che mi accorgo che per quanto siate solerti ad individuare ogni problema o mancanza, non sembrate così desiderosi di battere sulla sua reale causa, come se la segnalazione fosse l’unica arma a vostra disposizione, come se il comune fosse l’unica punching ball esisente. L’isola la fate anche voi. In altre località – quelle che hanno necessità di sponsorizzarsi – sono gli imprenditori, gli albergatori, i negozianti, la gente, ad autotassarsi per finanziare eventi. Voi quand’è stata l’ultima volta che avete contribuito, escluse le feste patronali? Che scusa avete? Deve sempre farlo qualcuno al posto vostro, vero?

Capri è un’isola turistica e s’imbelletta solo se ci sono i turisti, è tutto nelle mani di chi può fare in modo che ne vengano molti anche d’inverno. Finché resterà tutto com’è, l’atmosfera della festa createla dentro di voi, tra i vostri amici, illuminate le vostre case per quanto vi è possibile: a Natale tocca ai capresi, non a Capri.

A meno che non vada bene così.

Falso Residente

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