Osservazioni di un Falso Residente 1.22

DISINFORMARE È UMANO, cascarci è diabolico

I toni della politica sono solitamente molto accesi perché è difficile arrivare alle persone più degli altri senza alzare la voce, senza studiare precise provocazioni che facciano pendere dalla propria parte i consensi, sfruttando la neutralità e la relativa malleabilità della notizia secca. Poi la palla passa ai cittadini, che spesso fanno il gioco dei politici, anche se non tutti abboccano all’amo.

Di chi fidarsi? Dei comunicati stampa? Dei post sui social network? Delle chiacchiere nei bar? O delle edizioni straordinarie dei telegiornali e delle flash news? Bisogna tenere gli occhi aperti perché questa tendenza ad abboccare a qualunque cosa venga annunciata con minimo di spavalda convinzione è diventata pericolosa.

In questa seconda decade del terzo millennio la (mala)politica verrà ricordata come quella del “bravo, bravissimo!”, decisamente infantile perché incentrata sul rubare il merito delle cose buone e attribuire agli altri le colpe per ciò che non va. Succede da sempre, è vero, ma la differenza sta nella comunicazione: se, a sentire l’opinione pubblica fino a cinque anni fa, i politici erano tutti “ladri”, oggi la gente individua tra gli esponenti più urlanti e qualunquisti i nuovi salvatori della patria, esattamente come ai tempi del ventennio fascista in cui, guarda un po’, era tutto basato sui toni alterati e convinti di Mussolini e compagnia, nonostante il marcio che tutti conoscevano e tacevano. Diffidate per cui di chiacchiere, falsi moralismi e facili slogan!

Un esempio più concreto e più vicino a voi – anche se potrei fare riferimento a Renzi e Salvini – è dire che seguendo unicamente le pagine Facebook de “La PrimaVera” e di “Avanti Capri” non saprete mai di chi è stato il merito del rimborso agli over 65 della TASI riscossa nel 2014, né da dove siano venuti fuori l’idea e i soldi per comprare il 49% del porto turistico, né tantissime altre cose.

È ovvio che l’opposizione – come tutte le opposizioni delle realtà democratiche – abbia il coltello dalla parte del manico quanto a comunicazione: le maggioranze devono amministrare, le opposizioni si propongono di mettere i bastoni fra le ruote, talvolta anche in modo sterile; le opposizioni attaccano, le maggioranze smentiscono. Tutto senza il minimo rischio, né da una parte né dall’altra, di fare brutta figura di fronte ai cittadini, la cui maggior parte non sa e non vuole andare a cercarsi la verità. E nemmeno ricorda che chi oggi sta dall’altra parte, ha avuto modo di governare per oltre vent’anni ed ha avuto tutto il tempo per portare a termine le buone idee di cui oggi si vanta.

Che fare, dunque?

Bisognerebbe che tutti prendano visione spontaneamente degli atti pubblici e leggano tra le righe di ciascun consiglio comunale: i fatti sono lì, innegabili. Troppo impegnativo? I furbetti, chiunque essi siano, campano sulla vostra pigrizia, sulla vostra confusione che fisiologicamente vi porta a credere a chi infiocchetta meglio la propria verità: non è un caso che le ultime elezioni – comunali, regionali o nazionali che fossero – abbiano ottenuto scarsa affluenza e, per di più, prodotto risultati poco netti.

Se volete sapere come stanno le cose o se volete semplicemente divertirvi a spaventare e sgamare chi vi mente, informatevi.

A meno che non vada bene così.

Falso Residente

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