Caffè Letterario 1.8

UN CAFFÈ MUSICALE

Il caffè di questa settimana è un caffè che respira i profumi dei bistrot parigini, delle baguette appena sfornate e del “bel canto”che ci accompagnerà mentre ci godiamo il nostro meritato riposo.

Eh si, perché cos’è un caffè se non il momento di pausa dalle frenesie della vita quotidiana, quella coccola che ognuno di noi si riserva per poi ripartire, ancora più carichi, verso gli appuntamenti della giornata.

Oseremo dire che la pausa caffè è il “buen retiro” dalla giornata e, forzando un paragone, ha lo stesso valore che Capri ebbe agli inizi del Novecento per molti letterati che scelsero la nostra isola come seconda patria.

Lo sorseggiamo all’ombra di un pergolato, vicino ad un antico pozzo, lungo Via Tragara, all’interno di Villa Certosella, una delle prime costruzioni che alterarono l’incontaminato e romantico ambiente di quella zona. Fu costruita nel 1880 partendo da un piccolo fabbricato preesistente e negli anni andò sempre più espandendosi, divenendo prima una piccola pensione a conduzione familiare e poi uno tra gli alberghi più noti dell’isola.

Tra queste mura respiriamo l’aria della colonia francese che affollò Capri in quel periodo. Alcuni erano venuti a cercarvi la gioia di vivere o la gloria, altri, troppo noti al loro paese per imprese discutibili, venivano per farsi dimenticare. E non si sa bene per quale ragione, ma forse per la migliore delle ragioni che è quella di vivere in pace, sulla fine del XIX secolo giunse qui un misterioso francese.

A Capri nessuno sapeva nulla di lui: gli isolani lo chiamavano ‘o francesiello per la sua piccola statura, mentre gli inglesi The Acid Drop, la goccia acida, a causa del suo pessimo carattere e della vita riservata che conduceva. Norman Douglas lo definì “quell’intelligente vecchio rèprobo … di cui potrei raccontare cose irripetibili”.

Il mistero su chi fosse durò per più di vent’anni. Soltanto nel 1903, alla sua morte, si scoprì chi era: Camille du Locle, il musicologo francese, ammiratore e fortunato librettista di Verdi. Fu il creatore del Don Carlos, de La forza del destino e di Aida ed i suoi successi da librettista, uniti al suo finissimo intuito teatrale, gli valsero nel 1871 la nomina a direttore dell’Opéra Comique.

Per lui l’aria di Parigi fu un’aria di angustie e, disilluso dagli ideali non raggiunti, se ne venne a respirare l’aria di Capri divenendo, senza saperlo, uno dei benefattori dell’isola – l’inventore della lana di Capri.

Si racconta che una mattina d’inverno il musicologo, noto per i suoi abiti di taglio francese, si presentò nella piazza di Capri vestito di lana grezza d’Amalfi, utilizzata di solito per gli abiti di pescatori e marinai, creando un capo che oggi definiremmo di alta moda.

La colonia inglese elaborò un costume di taglio tra il pescatore amalfitano ed il lord scozzese, da cui è nato il tipico vestito di lana di Capri, i tedeschi lanciarono il loro tipo di Capri – Loden con qualche lieve variante tirolese, e i capresi, per averne la paternità, iniziarono a vestirti di lana d’Amalfi.

Camille scelse Capri fino agli ultimi giorni come disse lui per chiudere gli occhi davanti ad un’opera prima eterna !!!

Ma quante storie ancora racconta questa dimora, quanti personaggi l’hanno vissuta.

Il caffè è ormai finito ed è tempo di proseguire la nostra giornata … ma ci sarà sicuramente un’altra occasione per sfogliare il libro degli ospiti di Villa Certosella !!!

Caffeina

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