Dal punto di vista di… LUIGI ESPOSITO

Dal 2004 è guida escursionistica ambientale sui sentieri dell’isola di Capri, della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana. Nel 2002 ha fondato, insieme ad alcuni amici, l’Associazione Capri Outdoors e dal 2007 fa parte del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. E’ socio della Croce Azzurra di Padre Pio. Luigi Esposito è il nuovo protagonista della puntata di oggi di “Dal punto di vista di”.

Partiamo dall’elemento che la rende più noto sull’isola: i salvataggi e la ricerca di persone scomparse. Quanti ne ha effettuati e quale operazione l’ha colpita di più.

“Non ricordo esattamente il numero delle ricerche di persone che si sono perse sulla nostra isola e più in generale nella nostra regione che ho fatto, ma sicuramente, tra le operazioni di soccorso che ho portato a termine, mi è rimasta impressa la disavventura di un turista israeliano. Quest’uomo, dopo essersi tuffato da una barca, aveva raggiunto la costa ed iniziato ad arrampicarsi sulle rocce nei pressi della Grotta Bianca. Per cui, a seguito di indicazioni inesatte, dovettero calarmi per oltre 300 metri dal Parco Astarita fino a mare e per di più al buio. Non lo dimenticherò. Così come ci sono stati tanti altri interventi lungo i sentieri per rintracciare individui in difficoltà in punti esposti oppure persone scomparse e mai più ritrovate. A loro penso spesso e mi rammarico di non essere riuscito a ritrovarle. E poi ancora ci sono gli interventi di recupero di animali, gatti bloccati sugli alberi o cani precipitati lungo le scarpate. Riconsegnarli ai proprietari ti riempie di gioia, come è successo con Chivas, pochi giorni fa, o Breda due anni fa: entrambi precipitati per 60 metri e recuperati illesi”.

In alcuni casi, purtroppo, il suo intervento è stato richiesto anche per recuperare con attrezzattura privata corpi ormai privi di vita. E’ esatto?

“Purtroppo si. Ho partecipato a tre recuperi di persone decedute per varie cause su dirupi intorno all’isola. L’attrezzatura strettamente personale l’ho usata solo nel primo recupero, quella della ragazza tedesca che nel 2001 precipitò da Villa Jovis, poi dall’anno successivo le corde, le carrucole, la barella utilizzate sono quelle in dotazione all’associazione Capri Outdoors”.

Parliamo dell’associazione, quali sono le vostre attività?

“Capri Outdoors è nata con l’intento di promuovere attività ‘outdoors’ sull’isola di Capri, ovvero la realizzazione di vie di arrampicata, la promozione dell’escursionismo, l’organizzazione di attività ludiche per ragazzi ma anche la tutela del patrimonio naturalistico dell’isola, la manutenzione dei sentieri e la Protezione Civile”.

E come è iniziata, invece, la sua attività di volontario del Soccorso Alpino Speleologico?

“E’ stata la mia passione per la montagna e soprattutto la volontà di portare aiuto a chi è in difficoltà in ambiente impervio che mi ha spinto a compiere questa scelta. Nel 2007 ho fatto domanda per entrare nel CNSAS, insieme a mio cugino Alberto Cerrotta, al quale sono molto legato e che mi coadiuva nelle emergenze. Da allora abbiamo iniziato, con non poche difficoltà, l’iter formativo e nel giro due anni abbiamo ottenuto la qualifica di Operatore di Soccorso Alpino che rappresenta il livello minimo per poter operare in operazioni di soccorso. Dopo un anno e mezzo abbiamo conseguito la qualifica di Tecnico di Soccorso Alpino e successivamente abbiamo superato l’accesso al corso per Tecnico di Elisoccorso, che è la posizione tecnica più alta del corpo. Siamo stati i primi due in Campania ad ottenerla. Tutto questo ci ha portato a seguire corsi ed aggiornamenti in varie regioni (Molise, Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria, Alto Adige, ecc.), ad addestrarci su roccia, su neve, per interventi in valanga (anche se abitiamo in mezzo al mare), in forra e su impianti a fune. Ci siamo sempre distinti a livello nazionale per la nostra passione e la nostra unicità, perché per noi gli sforzi sono sempre doppi: a partire dagli svantaggi logistici per il fatto di vivere su un’isola e per la lontananza dagli scenari operativi, tipo la neve o le forre per il torrentismo, o ancora per le spese dovute agli spostamenti e all’acquisto del materiale tecnico”.

Come funziona l’addestramento?

“Ci addestriamo sugli elicotteri dell’Aeronautica, della Marina, della Polizia (vedi foto, ndr) e dal 2013 turniamo nella base dell’elisoccorso del 118 Lazio di Viterbo, perché in Campania – al momento – non esiste ancora il servizio di Elisoccorso con il verricello. Più volte, però, sono stato imbarcato sull’elicottero del 118 di Salerno per effettuare soccorsi in Costiera Amalfitana o trasportato dalla motovedetta della Guardia Costiera di Capri. Ma è sul campo che si impara. Per due anni sono stato il responsabile regionale della Squadra Alpina del CNSAS Campania e questo mi ha portato ad intervenire in vari punti della regione, soprattutto per la ricerca di persone scomparse e a gestire gli addestramenti sui vari scenari operativi”.

Parliamo di Capri e dell’Arco Naturale: lei è stato fra quelli che vi hanno lavorato. Come giudica i lavori di consolidamento che si stanno eseguendo?

“Forse intende i lavori che ‘non’ si stanno eseguendo! Purtroppo sono stato sempre scettico sugli interventi di consolidamento previsti e le mie perplessità sono state avallate anche dai vari geologi con i quali mi sono confrontato. Ho partecipato al lavoro, tagliando il pino che più comprometteva la stabilità dell’Arco Naturale perché situato sul lato più stretto della volta. Ritengo assurdo che per effettuare questi lavori sia stata richiesta un’impalcatura e la conseguente realizzazione di una rampa per portare su il materiale, quando, a mio avviso, il lavoro poteva essere svolto da una ditta specializzata con l’utilizzo di rocciatori che, operando ‘su corda’, avrebbero potuto effettuare la bonifica e la messa in sicurezza con un notevole risparmio di tempo e, soprattutto, di risorse economiche. Ora il cantiere sembra bloccato, la ditta che si è aggiudicata l’appalto (con oltre il 40% di ribasso) sarebbe in contrasto con il comune di Capri e chissà quanto tempo passerà prima che i lavori vengano ripresi e, soprattutto, l’impalcatura smontata”.

E cosa pensa della chiusura di via Krupp? Si dovrebbe intervenire di nuovo? Vale la pena spendere tanti soldi per una strada che potrebbe non essere mai sicura al 100%?

“Forse su via Krupp i soldi non sarebbero dovuti essere spesi in passato, visto che la sicurezza non potrà mai essere garantita. Ho avuto modo di lavorare su quel sito per tre mesi, anche durante la posa delle reti, e la mia perplessità non è tanto per il costone sotto i Giardini di Augusto, dove gli interventi di messa in sicurezza non dovrebbero costare poi molto. Il problema più grosso secondo me si presenta ad ovest della Grotta del Castiglione, dove il costone non è stato imbracato con le reti ma sono state installate soltanto delle barriere ‘paramassi’ alla base della parete rocciosa. Questa parte non è stata bonificata per la presenza a valle di un condominio per cui quando si staccano i massi potrebbero rimbalzare sulla parete stessa e allontanarsi, superando le barriere e arrivando sulla strada”.

Viaggia molto per lavoro. Il miglior percorso di trekking che consiglia quale è?

“Capri, la Penisola Sorrentina, la Costiera Amalfitana e i Monti Lattari in generale offrono dei percorsi straordinari. A mio avviso i più belli sono quelli meno conosciuti. Ultimamente, soprattutto sulla terraferma, si associa automaticamente il trekking al Sentiero degli Dei, che sicuramente è spettacolare, ma per l’alto afflusso di persone che lo frequentano ha perso di fascino. Ci sono tanti altri percorsi, che pochi conoscono, ma che sono altrettanto belli. La Valle Alta delle Ferriere tra Amalfi e Scala, il Monte Vico Alvano e Monte Comune tra Piano di Sorrento e Vico Equense, il Sentiero delle Sirenuse tra Massa Lubrense e Sant’Agnello, il Monte Faito. Tutti itinerari che ho proposto, insieme alla Cooperativa Nesea, per far conoscere ai nostri concittadini i luoghi che ci circondano. Spesso si viaggia, si va lontano ma non si conoscono posti vicini che sono strettamente collegati alla nostra storia e alla nostra cultura”.

 

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