Osservazioni di un Falso Residente 1.21

TOWARDS YOU = VERSO DI TE (che invece volti le spalle)

Aleggia ancora una considerevole nube di polemiche sulle installazioni artistiche che da settembre sono esposte in numerosi punti dell’isola per il progetto “Capri, the island of art” voluto e prodotto da Franco Senesi, fondatore della Liquid Art System, un’organizzazione per la promozione e il commercio dell’arte contemporanea.

Lawrence Weiner, Santiago Serra, Giovanna Bianco e Pino Valente. Ecco i colpevoli degli “adesivi” sul campanile, del “no” sulla terrazza della Funicolare e di quelle due “parole straniere” sulla ringhiera del belvedere di Tragara.

Ho virgolettato i termini per sottolineare l’approssimazione e l’atteggiamento dispregiativo che alcuni di voi stanno mostrando nel rapportarsi ad opere meritevoli di rispetto, etichettandole come delle “scritte” che hanno dato e stanno dando ancora fastidio.

La libertà di ritenerle brutte, orrende, meravigliose o evocative è sacrosanta; definirle fastidiose non va affatto bene, perché non avete idea di quanto diate fastidio voi alla storia. L’ignoranza non si palesa in chi non sa ma in chi non vuole sapere, quindi è da ignoranti rifuggire in questo modo barbaro dall’interazione e dal dibattito che l’arte contemporanea vuole creare nel presentarsi davanti a noi: l’artista non vuole essere capito, vuole capire.

Allargando il discorso, non bisogna dimenticare che Capri è nota sin dal secolo scorso proprio per essere crocevia di artisti e culla di tendenze che hanno fatto il giro del mondo: oggi che è il mondo a voler fare un giro da voi, vi mostrate avversi? La paura – diffusa e sempre meno latente – di assistere impotenti al cambiamento vorticoso della società e delle sue espressioni sta scalfendo pian piano la corteccia di alcuni isolani sotto la quale si cela una morbosa simbiosi con l’attuale – ossia il vecchio – stato dei luoghi.

Difatti, da quanti anni a voi isolani manca il coraggio di proporre qualcosa di diverso, di mai creato, qualcosa a cui aprirsi e da esportare? Dopo l’apertura dell’Anema e Core non ho memoria di alcuna ispirazione innovativa convinta.

Tornando alla rassegna open air che ospita le (non)discusse suddette opere, sarebbe da apprezzare il fatto che ci sia ancora qualcuno che vede Capri come interprete ideale di un linguaggio nuovo, anziché solo come una vetrina da sfruttare per assurgere ad uno status di vacua eccellenza.

Non li fate sfasteriare.

A meno che non vada bene così.

Falso Residente

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