Caffè Letterario 1.7

 Un caffè rivoluzionario

 Affacciati dal terrazzo di Villa Krupp sorseggiamo il nostro caffè che questa volta ci trasmette uno stato di vera eccitazione … ebbene sì perché ha un sapore rivoluzionario!

Con la mente ritorniamo all’aprile del 1908 quando su questo stesso terrazzo, all’epoca era villa Blaesus, due avversari si stanno sfidando in una partita a scacchi circondati da un gruppo di persone che li stanno guardando.

Nulla di particolare penserete … ma invece quella che si stanno giocando è molto di più di una semplice partita di strategia.

Agli inizi del 900 Capri si ritrova, senza saperlo, nel nucleo della storia mondiale: sull’isola si costituì il laboratorio di una cultura che si proponeva radicalmente alternativa rispetto al movimento socialdemocratico europeo, al menscevismo russo e al bolscevismo leniniano.

Ed infatti nel 1909 l’isola divenne rifugio ideale per gli emigrati russi, intellettuali ed operai. Tra questi si annoverano figure come Maksim Gor’kij, Aleksandr Bogdanov, Anatolij Lunačarskij e Grigorij Aleksinskij, «figure intellettualmente significative e politicamente rilevanti per la futura Russia sovietica». Costoro avevano deciso di fondare a Capri una scuola di propaganda rivoluzionaria, la Scuola di Capri, che vedeva riuniti, sull’isola, un gruppo di socialdemocratici russi appartenenti all’ala bolscevica dissidente rispetto alle posizioni di Lenin e legata ad un altro leader bolscevico Aleksandr Bogdanov.

La posizione di Lenin fu fermamente contraria: egli considerava la scuola un pericolo e tentava di persuadere gli operai di Capri a trasferirsi a Parigi per ascoltare le sue lezioni. La cosa però che più impensieriva Lenin era che i rivoluzionari capresi volevano una rivoluzione guidata dal basso e avevano dato vita ad una vera e propria università della coscienza popolare cui invitarono a partecipare contadini e operai dalla madre patria, pagandogli spese di viaggio e soggiorno.

Tra i bolscevichi presenti a Capri la figura più cospicua e complessa fu senza dubbio quella di Makism Gor’kij. Egli giunse a Capri nel 1906 con la sua compagna Marija Fedorovna Andreeva. Dopo aver soggiornato inizialmente all’Hotel Quisisana, si trasferì a Villa Blaesus (che oggi è l’hotel Villa Krupp) poi a Villa Behring e poi Villa Serafina. Le ville abitate dai Gor’kij furono veri e propri centri di accoglienza per gli esuli russi, scrittori, musicisti e artisti del periodo.

Tra il 1908 e il 1910 Lenin trascorse due periodi della sua vita a Capri. E fu proprio nell’aprile del 1908 che giocò la famosa partita a scacchi che oggi il nostro caffè letterario ci sta facendo rivivere.

Eccolo lo vediamo concentrato guardare la scacchiera, mentre dall’altra parte a sfidarlo è il suo avversario ideologico Aleksandr Bogdanov. È una lotta filosofica contro le deviazioni del movimento rivoluzionario … e nessuno poteva immaginare che all’indomani di quella partita la scacchiera successiva sarebbe stata l’intero mondo!

Caffeina

 

 

 

 

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