Osservazioni di un Falso Residente 1.20

CAPRI, LA COPERTA CORTA

e il prezzo del quieto vivere

 40.000 euro: questa la cifra stanziata dai due comuni dell’isola per garantire spazi idonei – per un altro paio di anni scolastici al massimo – agli studenti del Liceo di Capri in attesa del completamento del plesso scolastico realizzato e finanziato dalla Città Metropolitana di Napoli (ex Provincia) ad Anacapri.Soldi spesi per installare due strutture prefabbricate che andranno ad aggiungersi alle tre aule già disponibili presso la sede di Anacapri dell’Istituto “Axel Munthe”.

Termina così, dunque, un braccio di ferro che dura da settembre a suon di colpi bassi, strumentalizzazioni ed ingenuità politiche.

Dico subito che non sono soldi buttati, ma almeno lasciatemi porre due domande. La prima è: “Da dove salterà fuori questo denaro?”. In base alla risposta, la seconda sarebbe: “Ne vale veramente la pena?”. Bisogna innanzitutto considerare che il Patto di Stabilità parla chiaro e non potrete ignorarlo nelle vostre lamentele e nel vostro parteggiare: si deve spendere esattamente quel che entra nelle casse comunali durante l’anno in corso, dal momento che quel che si è accumulato precedentemente non conta perché bloccato dalla suddetta normativa.

Anacapri pare non avere di questi problemi: ha venduto parte di quegli enormi spazi verdi di cui dispone (per tentare di comprare le quote di minoranza del porto turistico, dicono) e con il gruzzoletto ricavato – ovvero quasi 3 milioni di euro per i terreni incolti di Mesola ceduti a D’Amato – potrebbe sopperire e finanziare tutte le infrastrutture che vuole. Quelle stesse opere utilizzate, poi, da parte degli anacapresi (e non) più per schernire il comune “di sotto”, che per goderne personalmente. Della serie, “io ce l’ho, tu no”. Come all’asilo. Sarebbe troppo pensare “io ce l’ho, puoi giocarci anche tu perché è di tutti”. Ma questa è una altra storia…

Dicevo. Capri, invece, ha qualche grattacapo in più: a meno che non si lascino sedurre dall’idea di vendere la Piazzetta o altro, i vostri amministratori dovrebbero pensarci mille volte (e lo avranno fatto) prima di mettere sul piatto 40.000 euro in favore di un piccolo gruppo di residenti, seppur i più importanti per il futuro dell’isola. Ma più di tutto a quegli stessi ragazzi – forse – andava chiesta una piccola presa di coscienza, così come ai loro genitori più esempi positivi e meno strumentalizzazioni, spalleggiati da quei pochi furbetti che non vedono l’ora di prendere la palla al balzo. Perché ad occhi estranei, questo modo di fare sembra alquanto capriccioso e pretestuoso. Non è tutto dovuto. Gli studenti del Liceo non stavano in mezzo ad una strada, le lezioni proseguivano con regolarità, non c’era emergenza alcuna, le sedi erano divise ma dignitose, suvvia, siamo onesti. Così come dignitosa sarebbe stata la soluzione del trasferimento “temporaneo” alla Nievo.

Certo, a questo punto, meglio 40mila euro investiti in prefabbricati che fittare un ex albergo o un edificio privato come avevano chiesto sbattendo i piedi per terra a settembre. Quanto sarebbe costato alla collettività uno sforzo economico del genere per due anni?

In tutta coscienza, io non avrei mai voluto che il mio comune togliesse risorse destinate ad altro solo per il mio benessere e quello – in percentuale – di pochi altri e, soprattutto, per un minimo disagio fissato nel tempo non oltre un paio di anni.

In parole povere, a Capri sono stati tolti 20mila euro che potevano essere investiti per finanziare alcuni di quei progetti magari già individuati prima dell’ultimo consiglio comunale.

Chissà che non siano proprio le festività natalizie a farne le spese. O la manutenzione ordinaria delle strade. O i fondi destinati al sociale. Per carità, andare incontro agli studenti e ottenere una tregua da parte di alcuni genitori è più importante delle luminarie e di qualche evento: però poi che nessuno si lamenti di eventuali tagli.

Mi auguro, comunque, che siano tutti felici e che si ponga fine agli squallidi personalismi messi in scena, facendo leva sul comprensibile timore di perdere completamente i due indirizzi di studio, cosa che non sarebbe accaduta nemmeno se si fosse deciso con un po’ più di polso di dislocare le classi a costo zero nei laboratori dell’Ippolito Nievo, senza mettere sul trono Anacapri come salvatore della patria. Sarebbe stato più costruttivo e meno dispendioso confrontarsi solo con gli studenti, lasciando fuori ultras stagionati e avvoltoi ai quali un po’ ci si è piegati, per spiegare direttamente a loro difficoltà, soluzioni, tempi e tutto quanto c’è di concreto e vero dietro questa storia. Cosa volete farci, d’altronde i giovani sono il futuro, quindi perché metterli di fronte alla verità quando il mondo da sempre va avanti con pregiudizi, disinformazione e cavalli di Troia?

 E la Certosa? Lasciamola andare. E’ stato bello finché è durato. Vi faranno una scuola nuova di zecca nel comune “di sopra”, siatene soddisfatti. E considerato il legame sentimentale vantato da tanti di voi, genitori compresi, sono certo che sarete in prima fila ad ogni evento, concerto, mostra, organizzato all’interno del chiostro. Non vorrete mica perdere l’occasione di tornare nel vostro luogo dell’anima?

 A meno che non vada bene così.

Falso Residente

 

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