Caffè Letterario 1.6

Un caffè dal gusto eclettico

Questa volta il nostro caffè ha un gusto un po’ bizzarro … è una contaminazione di sapori classici ed orientaleggianti e ci conduce in una dimora davvero eclettica: Villa Narcissus.

Questa singolare struttura fu realizzata dal pittore americano Charles Caryl Coleman, proveniente da Buffalo e arrivato sull’isola di Capri nel 1880. Ammaliato dall’isola, Coleman acquistò quella che un tempo era stata la Foresteria del Convento di Santa Teresa ed iniziò ad allestire la sua Villa, chiamata inizialmente Villa Oleandro per la presenza di quello che l’artista definì “il più bell’albero dell’isola”. La casa, che fu arredata con varietà armonica di forme arabeggianti e gotiche, costituisce uno degli esempi più significativi dell’eclettismo caprese del XIX–XX secolo. In stile moresco sono le stupende maioliche in ceramica invetriata, così come il cancello con arco a ferro di cavallo. Successivamente, nel continuo tentativo di raggiungere la perfezione Coleman si lasciò sedurre dal mondo classico, e trasformò la sua dimora in un soffocante museo dotato di triclinio ed impluvium, marmi, stole, turiboli e tesori d’arte d’ogni genere.

La Villa, cui poi Coleman cambiò il nome in Villa Narcissus, riprendendo il nome dalla copia del Narciso del Museo Nazionale di Napoli, fu punto di riferimento e luogo di incontro di numerosi artisti dell’epoca, movimentata da personaggi illustri quali scrittori, scienziati, musicisti, pittori così come attesta il prezioso libro dei visitatori di casa Coleman che raccoglie firme e dediche degli ospiti dal 1903 al 1958. Tra i nomi più noti lo scrittore Thomas Spencer Jerome, il drammaturgo Harry Leon Wilson, il pittore russo Michail Ogranovitsch, il letterato futurista Filippo Tommaso Marinetti insieme agli assidui frequentatori: l’eccentrico pittore Elihu Vedder, il medico naturalista Ignazio ed il figlio Edwin Cerio, il conte Jacques Adelswärd Fersen, l’agente del consolato britannico Harold E. Trower e lo scrittore Norman Douglas.

Insomma un vero e proprio cenacolo culturale che, nell’accostamento di arredi di varie epoche e stili, rispecchiava la stravaganza e la singolarità del suo proprietario.

Ma villa Narcissus non aveva ancora raggiunto la sua perfezione: un anelito di freschezza nell’ormai opprimente dimora portò Coleman all’apertura della finestra bifora. Ed ecco che dalla finestra gli apparve il Vesuvio che ben presto divenne indiscusso protagonista delle sue tele. Coleman lo dipinse nei suoi molteplici capricci, nelle varie stagioni e questi ritratti riscossero grande successo alle varie esposizioni europee. Gli americani, infatti, furono ammaliati dai dipinti ritraenti il Vesuvio innevato.

Caffeina

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