Osservazioni di un Falso Residente 1.19

QUALUNQUISMO

quando si è il peggior nemico di se stessi.

Secondo l’Uomo Qualunque – accezione storica che preferisco rispetto all’espressione più mortificante “uomo medio” – sbagliano sempre gli altri. Non Tizio, né Caio: gli altri. Certo, appena qualcuno trova il coraggio di accusare Sempronio, ecco che “gli altri” vengono magicamente rappresentati da un unico “Sempronio”, pure se nessuno fino ad allora sapeva chi fosse.

Il qualunquista segue la corrente. Il qualunquista prova fastidio se c’è chi ottiene qualcosa con merito e gode se c’è chi commette un errore tale da esporlo alla pubblica gogna, chiunque siano i protagonisti di queste fortune o sfortune. Non è sempre invidia, spesso è assenza di spina dorsale, è frustrazione. Ad esempio, se qualcuno ha il posto fisso, è raccomandato; se una persona, una brava persona, viene eletta a rappresentare il popolo, ecco che questa diventa immediatamente ambigua, forse “ammanigliata”, un po’ sporca; se un conoscente, magari pure stimato al punto da farci due chiacchiere ogni tanto, passa dei guai giudiziari, l’Uomo Qualunque dirà di aver sempre sospettato di lui.

Non ditemi che non è vero. È triste perché di fronte alle persone che hanno un briciolo di capacità introspettive, l’Uomo Qualunque scade totalmente, appare poco credibile, la sua opinione vale sempre meno, perché non è la sua, ma è il risultato di un miscuglio di rancore, disinformazione e indottrinamenti su misura. Figuratevi quanta attenzione possa attirare quando si lamenta.

Anch’io “denuncio” (termine molto caro a voi isolani) gli aspetti che non mi piacciono del mio paese, ma lo faccio perché realmente quella cosa non mi va giù. L’Uomo Qualunque, invece, “denuncia” qualcosa di cui non gliene frega niente, ma lo fa perché deve andare a sfruculiare qualcuno che gli è antipatico – o che gli è diventato antipatico dopo le elezioni, una promozione o una fortuna di cui sopra – e che, in qualche modo, è legato al fatto in oggetto.

Che valore ha tutto ciò ai fini del miglioramento del territorio, dell’evoluzione della società, del potenziamento del senso civico? Zero. Ripensandoci, forse varrà qualche voto o qualche stretta di mano in più. Meno di zero, allora.

All’Uomo Qualunque piace credersi l’ago della bilancia dell’elettorato e dell’opinione pubblica e chi ha bisogno di consensi – cioè chi, solitamente, ha meno argomenti rispetto alla controparte – è felice del fatto che l’Uomo Qualunque esista e perduri nel tempo: finché ci sarà il qualunquismo sopravviverà il populismo e viceversa.

Si guarda alla malavita pensando sempre e giustamente alla camorra, alle mafie, alla delinquenza in generale: ma ditemi, con tutto il rispetto nel fare questo paragone azzardato, cos’ha di diverso, quantomeno nelle sue fondamenta, questo atteggiamento di compravendita del pensiero?

Se un giorno ogni uomo si svegliasse con l’idea che la libertà sia orientare il proprio giudizio non verso la convenienza personale ma verso quella collettiva, domani si vivrebbe in un paese più onesto.

A meno che non vada bene così.

Falso Residente

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