Caffè Letterario 1.4

Un caffè che parla tedesco

Il nostro caffè letterario è un viaggio tra strade e storie dell’isola azzurra ma è anche un viaggio tra le diverse nazionalità che ci hanno eletto come patria della cultura mondiale, in special modo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Oggi il nostro viaggio immaginario ci porta lungo Via Camerelle e ce la fa percorrere tutta sino all’inizio di via Tragara, strada che deve il suo nome al periodo greco, intensivamente abitata durante l’egemonia romana. La strada, eletta per una romantica passeggiata serale, è percorsa ogni giorno da migliaia di turisti che la scelgono per ammirare i due guardiani dell’isola, i Faraglioni, senza conoscere le mille storie che le ville che la costeggiano custodiscono.

Tra tutte quelle costruzioni nella metà del secolo scorso “la sola che si mostrava – semicelata da enormi alberi esotici e avvolta da una vegetazione che l’inarrestabile abbandono rendeva lussureggiante – era Villa Discopoli, o meglio erano la torretta, le merlature dei tetti a terrazza di Villa Discopoli; erano i vialetti, i sedili, i belvedere, le cisterne interrate di Villa Discopoli”.

È questa la villa che oggi apre le sue porte e ci accoglie, con il suo stile moresco, per raccontarci le tante vite che ha visto scorrere tra le sue stanze. Costruita intorno al 1880 in una zona dal terreno particolarmente roccioso (in latino “de scopulis”, da cui il nome della villa) era di proprietà del pittore francese D’Aras, che fu anche il maestro di disegno del piccolo Edwin Cerio.

Nei primi del ‘900, fu acquistata da Alice Faehndrich e divenne il punto d’incontro per l’aristocrazia tedesca di Capri. Nell’autunno del 1906, fu suo ospite il poeta Rainer Maria Rilke che sperava di trovare nell’isola azzurra la necessaria concentrazione per le sue opere. Dedicò alla padrona di casa e alle altre donne della famiglia numerose poesie composte proprio qui, ed intrattenne la nobile compagnia con letture e versi. La nobildonna offrì a Rilke la Casina delle Rose, la tranquilla foresteria nel parco dietro la villa.

All’inizio del suo soggiorno, l’isola non affascinò molto il poeta che, per evitare di essere infastidito, attaccò un cartello all’ingresso della villa, con la scritta “Qui c’è un uomo ancora vivo che ha il cuore già morto. si prega di non disturbare, e così pure di non toccare le rose del giardino che dorme”. Saranno poi le passeggiate con Leopold von Schlozer a Villa Jovis, a Marina Piccola, a Cetrella a farlo innamorare di Capri tanto da trarne ispirazione per le sue Improvvisazioni Capresi.

Rilke ritornò a Villa Discopoli nell’aprile del 1908 insieme alla moglie Clara, scultrice ed allieva di Auguste Rodin, quando la dimora passò in eredità alla sorella di Alice, l’affascinante baronessa Gudrun von Uexkull grande amica di Axel Munthe. Dal 1910 al 1917 vi soggiornò il fotografo e pittore impressionista americano Morgan Heiskell, che ritrasse in modo memorabile i paesaggi capresi ed illustrò anche il libro di Jerome Roman Memories.

Oggi Villa Discopoli mantiene il suo stile architettonico inconfondibile ma è diventata un esclusivo condominio… basta però varcare quel cancello ed immergersi nei suoi giardini per respirare ancora una volta l’aria di quel periodo e immaginarsi seduti a sorseggiare il nostro caffè al tavolo del salone in compagnia di Rainer e Alice.

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