Osservazioni di un falso residente 1.16

SCATTO D’ORGOGLIO

una mentalità da sradicare

Con colpevole ritardo, maturato per rispetto dei vincitori annunciati lo scorso sabato (e che saranno premiati domani), volevo soffermarmi sulla ridicola piega che ha preso, in fase di votazione, il concorso fotografico nobilmente indetto dal Centro Caprense Ignazio Cerio.

In breve: alcuni parenti dei partecipanti (alunni delle seconde e terze classi delle scuole medie inferiori di Capri) avrebbero chiesto con insistenza ai propri amici di Facebook di indicare la preferenza con un “like” alla foto del proprio figlio/nipote adorato (era questo, infatti, il sistema di votazione.

Questa “petulanza” (!) potrebbe aver indotto molti dei votanti ad accettare tale invito senza guardare nemmeno le altre foto in concorso. Solo per simpatia.

Di per sé, per quanto riguarda la rubrica che curo su questo blog, sarebbe anche un fattarello di poco conto: genitori seri e, più in generale, persone lungimiranti hanno già saggiamente fatto notare che questo tipo di atteggiamento non allena le nuove generazioni ad un sano e corretto senso di competizione, né tantomeno a guadagnarsi una vittoria con le proprie forze o ad accettare una sconfitta.

Voglio, però, spingermi oltre, elevando l’accaduto a pretesto per traslare questo atteggiamento nella vita sociale (talvolta anche politica) caprese e non, ovvero la pressione dei prevetarielli, la connivenza di chi è chiamato a scegliere, l’incognita eterna sul reale valore di chi vince e di chi perde.

Guardatevi intorno: quanta gente improbabile si aggira ai vertici della società? Quanti talenti inespressi, invece, hanno il capo chino sotto il peso dei rimpianti?

Non voglio biasimare il Centro Caprense Ignazio Cerio (ricordiamolo, si tratta di un ente morale) che ha scelto di annunciare comunque i vincitori, ovvero gli autori delle foto che hanno ottenuto il maggior numero di “mi piace”. Avrei voluto leggere un segnale forte di fronte a quest’altro piccolo sgambetto ai sani intenti della democrazia, come, ad esempio, quello di premiare allo stesso modo tutti i partecipanti, perché l’unica cosa positiva che si poteva trarre da questa esperienza era il fatto che i ragazzi avessero stimolato autonomamente la fantasia in un’era che, inevitabilmente, vede la realtà virtuale farlo al posto loro.

Chi, presto o tardi, prenderà coscienza del fatto di essere stato sfavorito con dei trucchetti, avrà la voglia e il coraggio di continuare a concorrere o lascerà campo libero, rassegnato, a chi è circondato da un così accanito entourage?

E chi, presto o tardi, prenderà coscienza del modo in cui ha ottenuto alcune delle preferenze, quanti secondi impiegherà a convincersi che solo con questa prepotenza, in Italia, si possono raggiungere dei risultati senza troppo sforzo?

Questa è l’eredità che gli spetterà. Non ci si può affidare solo all’intelligenza ed al buon senso di molti dei ragazzi, sappiamo che non basta per emergere in questo paese: va cambiata la mentalità alla radice, e va fatto subito.

A meno che non vada bene così.

Falso Residente

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