Gli intrighi della Marchesa Casati a Villa Lysis

Si terrà sabato 3 ottobre 2015, alle ore 17.30, nella suggestiva cornice di Villa Lysis, addobbata a tema in una particolare atmosfera dai toni noir, la conferenza del giornalista Luciano Garofano, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Città di Capri, incentrata,  tra racconti intriganti, aneddoti e curiosità, sulla mitica figura della Marchesa Luisa Casati Stampa di Soncino ripercorrendone la vita, gli amori e gli eccessi. 

Autentica, enigmatica e stravagante icona del Ventesimo secolo, una delle più ascoltate amanti di Gabriele D’Annunzio, dark lady per antonomasia, dalla singolare bellezza andrògina, contesa da pittori, scultori e sarti, capace di infinite trasgressioni ovunque decideva di catapultarsi come a Roma, Milano, Venezia, Parigi, così a Capri, naturale palcoscenico delle sue esibizioni estemporanee, plateali, al limite del reale. Quindi un suo virtuale ritorno nella dimora del Barone Fersen, che frequentava abitualmente negli anni della permanenza a Capri, e, per l’occasione.  Luciano Garofano, attento conoscitore dei fatti accaduti e dei personaggi che hanno popolato l’isola nel corso dei secoli, nel trovare una motivazione all’interesse dei tanti “deragliati della storia” che vi sono approdati, parte dal soggiorno dell’imperatore Tiberio  per comprendere le ragioni del Mito della sua Diversità fino ad arrivare alla svolta epocale della riscoperta della Grotta Azzurra, nel 1826, che, sull’onda emotiva suscitata dal nuovo movimento romantico, attirò sull’isola frotte di intellettuali, pittori e scrittori, soprattutto stranieri che, ammaliati dalle bellezze dell’isola, decidevano, spesso, di prolungare il loro soggiorno stabilendovisi per il resto della vita. Ma anche di avventurieri d’ogni genere e provenienza, divenendo rifugio per legioni di fuggiaschi, banditi dai propri paesi d’origine in ragione dei loro comportamenti trasgressivi, di stravaganti, spregiudicati dandies e di donne fatali dalla ambigua sessualità. Un’attrazione che aveva finito per proiettare, quindi, l’isola nell’immaginario collettivo non solo come luogo dell’Anima, ma anche come luogo della trasgressione e della diversità, per il retaggio che si portava dietro, legato proprio al soggiorno dell’imperatore Tiberio, trascorso, secondo le malevoli lingue di Tacito e Svetonio, tra dissolutezze e nefandezze.  In questa Capri, inquietante polo magnetico per chi  vi aveva trovato il suo luogo di appartenenza, coacervo di intrighi e pettegolezzi, di passioni proibite, vizi e debolezze umane, sbarcò, nei primi anni Venti del Novecento, la Marchesa Casati Stampa. Trovandola congeniale al suo carattere ribelle, prese in affitto Villa San Michele, stravolgendone profondamente lo spirito e l’arredamento, tanto da turbare, per i suoi comportamenti decisamente anticonformisti e poco ortodossi, il metodico e quieto medico svedese Axel Munthe, proprietario di casa, che non vedeva l’ora che ripartisse con tutto il codazzo di servi negri e cameriere, il serraglio di animali esotici, tra cui un serpente e un ghepardo, compresi i grandi bauli e le cianfrusaglie varie che si portava dietro. Sull’isola, divenuta una delle sedi preferite delle sue eccentricità, al pari di Venezia, la marchesa finì per contendere la scena alla bizzarra e rumorosa compagnia dei futuristi, rappresentati da Filippo Tommaso Marinetti e Fortunato Depero, di cui divenne musa ispiratrice e mecenate, alla  brigata delle saffiche amazzoni, capeggiate dalla bellissima Mimì Franchetti, in cui spiccavano l’ambigua pianista Renata Borgatti e la pittrice americana Romain Brooks e al prototipo dei dandeis omosessuali, lo stesso barone Fersen, proprietario della leggendaria Villa Lysis, in una miscela esplosiva di estetismo decadente e  di mistero. Uomini e donne dai destini più disparati, che avevano trovato nell’isola una sorta di zona
franca, dove dare sfogo alla voglia di esibizionismo e di stravaganze, di eccessi e di passioni proibite, spesso alimentando veri e propri scandali che hanno segnato le pagine più scottanti del mito infinito di Capri. Lei, Luisa, vi si muoveva a suo perfetto agio, più che altrove. Perso interesse per Capri, anche perché sull’orlo della bancarotta, dopo aver sperperato tutta la sua fortuna, la Casati si ritirò presso la figlia Cristina in Inghilterra, dove morì in miseria nel 1957, lasciando comunque l’impronta del suo personaggio ai limiti del reale, tanto che ancora oggi la sua stella continua a brillare, oggetto di culto e creazioni di tendenza e di moda.

(Fonte: comunicato stampa)

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