Osservazioni di un falso residente 1.7

LAVORATORI STAGIONALI

pezzi di un progetto chiaro, tentativi o tappabuchi?

“Ma chist’anno addo’ vaje?”, è una delle domande più frequenti che si scambiano gli isolani verso dicembre/gennaio. E, al netto di chi è sicuro del proprio posto, la risposta è spesso vaga. Nei lunghi mesi in cui l’isola chiude (quasi tutte) le porte al mondo, sono tanti i lavoratori che non sanno cosa sarà del proprio posto di lavoro.

Una sorta di precariato obbligatorio ed eterno che agli imprenditori garantisce un potere enorme, mentre ai lavoratori – compresi i tanti che ben svolgono le proprie mansioni – riserva sempre una certa preoccupazione.

Sebbene stiate per salutare una delle migliori stagioni turistiche degli ultimi anni, questi restano tempi più difficili rispetto agli “anni gloriosi” (se per “gloria” si intende il portafogli gonfio); tempi in cui sperare nelle cose normali diventa un sogno, e credere nei sogni è da folli.

La libertà è dei folli, quindi lasciate pormi una domanda: perché decine di professionisti del settore e centinaia di ragazzi motivati e dalla “vocazione” turistica, vengono spesso assunti o riconfermati solo all’ultimo momento, senza uno straccio di progettualità o di programmazione?

Utilizzando una metafora calcistica, sarebbe utile creare un “vivaio”, una “cantéra” di giovani motivati e futuri professionisti del settore turistico che – per quanto gli imprenditori possano farvi spaventare – qui non conoscerà gravi flessioni per anni ed anni.

Perché ridimensionare le ambizioni riducendole al solo pensiero: “apparammo ‘a staggione?”.

Non sto qui a parlare di “posto fisso stagionale”, che sarebbe veramente assurdo da mettere nero su bianco, ma parlo di progetti, di piccole gratificazioni, di continuità, di team, di formazione.

Chissà, così facendo, magari in futuro vedreste persone più interessate a mantenere eccellente la vostra offerta, ad aggiornarsi, a trasmettere agli altri un senso di appartenenza ad un’azienda e, soprattutto, ad un territorio che nel settore turistico, talvolta, sembra reggersi ancora più sull’improvvisazione e sulla rendita dalla quale Madre Natura e la storia ancora ci concede di attingere.

A meno che non vada bene così

Falso Residente

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