Anacapri “privatizzata”

Dall’apertura di un centro polifunzionale con cinema, sala multimediale e spazio per i congressi alla realizzazione in corso di un mega plesso scolastico che sorgerà proprio alle spalle del municipio, Anacapri cambia volto e cresce attraverso grandi opere che anno dopo anno la stanno trasformando radicalmente. In un luogo in cui si fa fatica a dimenticare la piaga dell’abusivismo edilizio selvaggio di alcuni decenni fa, sono diverse le opere in cantiere che, a dispetto di tutto, modificheranno l’aspetto del comune “di sopra”. Cio che fa discutere ultimamente, però, sono due vicende diverse che vedono tra i protagonisti gli amministratori comunali anacapresi e le scelte compiute negli ultimi tempi.

La prima riguarda la vendita all’asta di una porzione della macchia mediterranea inserita in un progetto di alienazione del patrimonio immobiliare. Con il metodo delle offerte segrete ed una base d’asta fissata in 2.372.150 euro, lo scorso 9 luglio l’unico partecipante alla gara pubblica si è aggiudicato quasi 50mila metri quadrati di fondi incolti in località Mesola. Ovvero quei terreni, situati lungo la costa tra la Grotta Azzurra e Punta Carena, salvati da una possibile speculazione edilizia privata e acquistati all’asta dal comune nel 2007 per 434mila euro nei procedimenti del fallimento Della Schiava. A pagare circa due milioni e ottocentomila euro una porzione del quartiere rurale anacaprese è stato Gianfranco D’Amato, fratello di Antonio, ex presidente di Confindustria, che, tra l’altro, avrebbe ottenuto anche ulteriori lotti in zona di proprietà di famiglie anacapresi e non. Progetti? La coltivazione di ulivi ed il rinverdimento della macchia mediterranea, secondo i bene informati. Ma perché il comune ha deciso di vendere una parte del proprio patrimonio? “Semplice – risponde il sindaco Franco Cerrotta – avevamo bisogno di fondi per presentare un’offerta per l’acquisto del 49% della società Porto Turistico messo in vendita da Invitalia”. Un’offerta che è stata ufficialmente presentata dall’amministrazione comunale lo scorso luglio ma che a quanto pare non ha modificato granché le carte in tavola, mentre i colleghi di Capri, detentori del 51%, annunciano battaglia contro l’ingresso dei privati in una società da sempre in utile e con una concessione con scadenza fissata nel 2020. Tra Mesola venduta all’asta, un resort alla Grotta Azzurra e il porto turistico ceduto a privati (si vocifera una società francese in cima alla lista), dunque, sull’isola dei Faraglioni la sensazione generale è che il “forastiero” possa fare tutto e che gli isolani debbano soltanto stare a guardare. La tolleranza zero e il pugno duro sui cosiddetti “abusi per necessità” infatti, secondo i capresi, mal si sposa con delle scelte politiche e delle autorizzazioni che – dicono – facilitino possessori di seconde case e imprenditori esterni, mentre le piccole richieste delle famiglie isolane non vengono quasi mai accordate. Resta, infatti, ancora calda la polemica sulla realizzazione di un resort a pochi metri dalla Grotta Azzurra. I proprietari, i Perrella della Fiera del Mobile di Riardo, hanno, infatti, ottenuto la concessione per edificare, al posto di uno stabilimento balneare, un piccolo hotel di lusso. Con l’abbattimento di circa 150 metri quadri di preesistenti strutture in ferro e legno – condonate – si è avuto il nulla osta a costruire ex novo un unico complesso come da progetto firmato da Pininfarina. E sul caso continua a indagare Legambiente. “Abbiamo nuovamente sollecitato una risposta alla Soprintendenza Archeologica della Campania – dicono dal circolo isolano del Cigno Verde – dopo una prima richiesta di chiarimenti presentata a maggio. I tempi tecnici per le istanze di questo tipo sono stati ampiamente superati e questo silenzio alimenta la polemica. Adesso interpelliamo il prefetto per cercare di capirne di più – continuano – non esiste una zona piu vincolata di quella in cui un tempo esisteva Villa Gradelle e dove oggi sta crescendo un vero e proprio ecomostro. Dal mare si notano chiaramente cinque rettangoli in cemento, la tutela dell’isola di Capri non è mai stata così debole come in questo momento. Ci sono tante voci e tante stranezze su questa vicenda e il meccanismo di chi ‘ha polvere, spari’ fa paura”. A gettare acqua sul fuoco ci prova ancora il sindaco di Anacapri. “Confermo al 100% – afferma Cerrotta – che le autorizzazioni sono regolari. Il progetto ha avuto l’ok della Commissione Edizilia, della Commissione Comunale per il Paesaggio e delle Soprintendenze interessate. Da qui il rilascio della concessione”. E non solo. A far discutere in questa estate 2015 anche il progetto di una funicolare che colleghi i due comuni isolani annunciato da Vincenzo De Luca. Tra favorevoli e contrari, c’è chi sottolinea che Capri ha bisogno soltanto di due grossi investimenti: i restyling del porto commerciale e dell’ospedale Capilupi.

(Fonte: Corriere del Mezzogiorno, 28 agosto 2015)

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