No alla Petulanza

Guerra dichiarata alla petulanza e alla pubblicità ambulante in piazzetta e al porto. Da 50 euro sale a 300 euro l’importo minimo della sanzione per chi contravviene all’ordinanza 24 del 2001. Lo ha deciso la giunta municipale guidata dal sindaco Gianni De Martino che continua a lavorare sul restyling dell’immagine dell’isola. 

Dai camerieri che cercano di accaparrarsi i clienti, sventolando menù sotto il naso dei turisti, ai marinai che, insistentemente, pubblicizzano giri dell’isola vantando i prezzi migliori degli altri, passando anche per qualche tassista che fa il furbo e cerca di procurarsi passeggeri per un tour guidato a bordo delle tradizionali macchine bianche. Sono queste le tre categorie nel mirino dei vigili che avranno il compito di monitorare piazzetta e borgo marinaro alla ricerca del marinaio o del ristoratore “molesto”. E dopo la prima raffica di multe, singolare la protesta di un giovane barcaiolo (minorenne) contro il comune di Capri. Quasi una sfida, quella del ragazzino, che ha indossato una maglietta simbolo per dire no al regolamento che vieta la petulanza e la pubblicità ambulante sul territorio isolano. Sulla t-shirt, il richiamo alla Dichiarazione Universale per i Diritti Umani. “Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione – recita la scritta provocatoria disegnata con un pennarello nero su una polo celeste – tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere, di comunicare informazioni o idee senza ingerenza alcuna da parte delle autorità”. No, dunque, alle “bocche cucite” per chi come lui si procaccia clienti tra la folla che ogni giorno invade la zona portuale di Marina Grande. Al turista appena sbarcato dalla terraferma, infatti, si offrono giri dell’isola in barca, visite alla Grotta Azzurra e si pubblicizzano servizi, dileggiando, talvolta, anche la concorrenza antagonista. Vere e proprie molestie per qualcuno, per altri semplice offerta di informazioni o tipico folklore isolano. “Sono i turisti i primi ad essere petulanti con noi – si difendono i marinai isolani – perché ci chiedono ogni sorta di informazione”.

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