La Capri celata

Capri non è solo Grotta Azzurra, Faraglioni e piazzetta. Esistono tutta una serie di itinerari differenti, poco battuti dal turismo di massa, che offrono una visione inedita dell’isola di Tiberio a metà tra storia e natura. E’ una Capri celata quella che, ad esempio, si può ammirare dal silenzio del belvedere di Punta Cannone, osservatorio privilegiato sulla baia di Marina Piccola.

Dalla cosiddetta piazzetta dei pittori, raggiungibile attraverso il dedalo di vicoletti del centro, infatti, si può godere di una visuale d’eccezione, quasi privata, sui Faraglioni, senza finire imbottigliati nel caos di turisti che affollano Tragara o i Giardini di Augusto. Chi apprezza la forte componente naturalistica dell’isola non può fare a meno di concedersi una passeggiata lungo il sentiero sospeso sul mare del Pizzolungo, che conduce fino all’Arco Naturale. Passando per la dimora di Curzio Malaparte e la grotta di Matermania, un tempo ninfeo romano, si sale fino alle zone alte dell’isola riscoprendo una Capri inedita e quasi selvaggia. E vale la pena, anche per chi ha poco tempo, prendere la seggiovia ed arrivare fino all’acchiappa-nuvole di Anacapri. Da Monte Solaro si raggiunge la vallata di Cetrella, con una tappa obbligata all’eremo, costruito intorno al 1400, ed una visita a Casa Mackenzie, un tempo appartenuta allo scrittore inglese Compton, dopo aver trattenuto il fiato per la vista mozzafiato che si gode dalla cima più alta dell’isola. E nella hit dei posti “segreti” di Capri, musei e chiese meritano menzione speciale. A cominciare dalla romantica chiesetta di San Michele della Croce, luogo dell’anima, dove fermarsi a leggere un libro scelto tra quelli lasciati dai turisti sul banchetto all’ingresso, in cambio di una donazione, o per una breve sosta nel giardino fiorito. Gli appassionati di archeologia, invece, non potranno lasciarsi scappare una visita al museo del Centro Caprense, dove ammirare gli oltre ventimila reperti naturalistici e archeologici raccolti dal medico isolano Ignazio Cerio, suddivisi in quattro diverse sale. Da non perdere, infine, anche il museo Diefenbach, ospitato nella Certosa di San Giacomo, che conserva i dipinti dello stravagante pittore utopista tedesco che soggiornò sull’isola dal 1900 fino alla sua morte.

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